Caldoro e i paladini del condono edilizio

La Regione in attesa del via libera per ritardare gli abbattimenti di case abusive

Nei giorni scorsi Caldoro ha parlato della necessità di adottare un condono edilizio per la Campania. Il presidente della Regione e i suoi uomini fanno parte di quella schiera di paladini del condono edilizio che già da qualche mese si è attivata sia a livello locale che nazionale. Finora con scarsi risultati.

La prima iniziativa a fine gennaio, capitanata dal senatore del Pdl Carlo Sarro con un emendamento che pretendeva di far slittare al dicembre 2011 l’abbattimento delle case abusive in Campania. Ma la proposta era giudicata inammissibile dalla Commissione Bilancio e Affari costituzionali del Senato, perché non inerente alla materia del decreto Milleproroghe, nella quale era stata inserita. Dopo questo smacco, i paladini non si arrendevano. Seguiva, nella Commissione Urbanistica del Consiglio regionale, l’indicazione di Giovanni Fortunato, appartenente al gruppo Caldoro Presidente, per la quale potevano accedere al condono coloro che avevano realizzato opere abusive prima del 31 marzo 2003, ad esclusione di chi aveva costruito nelle zone ad inedificabilità assoluta.

Nonostante questi e altri tentativi, sia in sede di governo nazionale che regionale, la situazione ad oggi resta in fase di stallo. Caldoro attende l’intervento “ex machina” di  Berlusconi che solo qualche mese fa a Napoli, durante la campagna elettorale di Lettieri, annunciava un provvedimento per sospendere l’abbattimento delle case abusive in Campania. Con tanto di esultanza del assessore all’Urbanistica, Marcello Tagliatela, per il quale la misura rappresenta «una moratoria per recuperare tempo prezioso nella prospettiva di approvare i nuovi piani paesaggistici entro la fine dell’anno».

Dichiarazioni che avevano attirato le critiche dell’opposizione e mandato su tutte le furie i rappresentanti delle associazioni ambientaliste che denunciavano, armati di dati e statistiche, la pericolosità di ricorrere all’ennesimo condono edilizio. Su tutte Legambiente che nel rapporto Ecomafie 2011 traccia un quadro sconcertante dell’abusivismo edilizio nel quale la Campania detiene più di un triste primato. La Regione dei paladini del condono occupa, infatti, il primo posto nella classifica dell’illegalità ambientale con ben 3894 illeciti (il 12,5 del totale nazionale) e il secondo, dietro la Calabria, per quanto concerne le irregolarità nel ciclo del cemento. Solo in Campania, stando al rapporto, sono state fabbricate negli ultimi dieci anni 60mila case abusive, una media cioè di 6mila all’anno e 16 al giorno in una terra che è in Italia tra le più colpite da eventi franosi.

In una situazione del genere, il ricorso insistente al condono edilizio da parte dei più autorevoli politici locali e nazionali, secondo Paolo Berdini, docente di Urbanistica a Roma e autore del libro “Breve Storia dell’abuso edilizio in Italia” rappresenta una vera e propria «abdicazione della funzione pubblica mascherata da liberalismo». «L’abusivismo – continua Berdini - è diventato negli anni una parte costitutiva dell’economia nazionale, facendo arricchire un sistema di imprese che lavorano completamente in nero e sono controllate dalla criminalità organizzata».

 

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